Lo Hexenmeister e il Covid-19

Due semplici domande, tra loro collegate:
che c’entra l’inquinamento con il Covid-19?
(di conseguenza) che c’entra il capitalismo con la diffusione dei virus?

La risposta alla prima domanda è ben spiegata da due ricercatrici in un’intervista che vi invito ad ascoltare e diffondere.

Per quanto riguarda la seconda domanda consiglio la lettura dell’Introduzione che Luciano Parinetto scrisse, nel 1997, al mio L’utopia nel corpo. Le immagini marxiane del capitale come Hexenmeister e del suo mondo «in balia degli stessi malefizi che ha provocato» non solo danno spiegazione degli effetti della devastazione e del saccheggio planetari, ma rendono chiaro come le soluzioni che il capitale e i suoi servi prospettano per questa ‘emergenza sanitaria’ portino verso un ulteriore assoggettamento alle logiche mortifere del profitto.

Logiche fondate sul breve, brevissimo termine – i maggiori profitti nel minor tempo possibile – e che volutamente prescindono dagli effetti devastanti che veicolano su tempi lunghi.

Quante volte di fronte ai disastri ambientali e umani abbiamo sentito dire che gli effetti reali si sarebbero visti a distanza di decenni?

Non dimentichiamoci mai che questo mondo lo abbiamo preso in prestito dalle generazioni future!

Restituire il maltolto! (ancora sul “debito di gratitudine”…)

Nel piazzale della stazione di Piazza Principe, a Genova, c’è un enorme monumento, risalente alla metà dell’800, la cui dedica è «A Cristoforo Colombo. La patria». Decine di volte mi era capitato di passare accanto a quel monumento, ma ieri ho avuto il tempo di guardarmelo per bene, girandoci intorno e soffermando la mia attenzione sui bassorilievi, in particolare su quelli che vorrebbero celebrare la “scoperta” dell’America – che sappiamo bene trattarsi di conquista e non di “scoperta”. Vi sono rappresentati donne e uomini indios, semi-vestiti con stracci, che baciano le mani e le vesti di Colombo.

Si tratta, senza dubbio, di una rappresentazione della “gratitudine” che mistifica la realtà storica del genocidio e di quello che Luciano Parinetto definiva l’originarsi dell’inciviltà capitalistica.

D’altra parte la retorica della “missione civilizzatrice” che ha accompagnato le successive – e criminali – imprese coloniali (inclusa quella degli “italiani brava gente”!) mirava allo stesso risultato, imponendo alle popolazioni colonizzate un “debito di gratitudine” i cui effetti devastanti arrivano fino al presente, come ho mostrato sinteticamente in un post precedente.

A questo proposito, voglio oggi proporre il video della conferenza Immigrazione – Per una volta ragioniamo sulle cause e come rimuoverle, tenuta di recente da Pietro Basso a Saronno. La sua lucida analisi permette di affinare la cassetta degli attrezzi di chi rifiuta l’attuale viscido e ipocrita antirazzismo di piazza – che include allegramente tanto chi ha costruito i lager per immigrati/e in Italia alla fine del ‘900 quanto associazioni e ong che ingrassano sul business dell’immigrazione.

Ringrazio Pietro Basso anche per l’importante precisazione sul portato ideologico e mistificatorio del termine “migranti” rispetto ad “emigranti” – errore in cui sono caduta io stessa.

Fare i conti con il passato coloniale per trasformare il presente

"Italiani, brava gente"...

Testa del partigiano etiope Hailù Chebbedè, decapitato dagli italiani nel settembre 1937 (“La testa girava in una scatola di biscotti, tra la truppa ridacchiante. Dopo il dileggio, fu appesa nella piazza del mercato di Socotà e lasciata marcire”) Italiani brava gente, oggi come ieri!

Una decina di anni fa, presentando la mia ricerca Difendere la “razza”, scrivevo:
[…] Si tratta di un lavoro di tessitura fra importanti e innovative ricerche storiche e testi originali dell’epoca, attraverso la griglia interpretativa di Luciano Parinetto che, nel suo La traversata delle streghe nei nomi e nei luoghi (Colibrì, 1997), ha dimostrato come i territori colonizzati – a partire dalla conquista delle Americhe – siano stati il laboratorio delle politiche poi importate in Europa.
Se, infatti, il Nuovo Mondo è stato il terreno sperimentale dei dispositivi della caccia alle streghe europea, il Corno d’Africa è stato il laboratorio delle politiche razziali e sessuali attuate nell’Italia fascista.
Conoscere questa parte della nostra storia è urgente soprattutto oggi, col riattivarsi, sulla pelle di donne e uomini migranti, in nome della sicurezza,  di  vecchi  e  sperimentati  dispositivi  razzisti  e  deumanizzanti che si formarono proprio nei cinquant’anni dell’esperienza coloniale  in  Africa.
Molte  parole  “fascistissime”  dell’epoca  si  ripresentano  oggi  nel  linguaggio  quotidiano  così  come  torna  a  riaffacciarsi  sempre  più  prepotentemente  una  concezione  della  donna  e della famiglia di stampo clerico-fascista. […]

Andre Vltchek, in un suo recente articolo (tradotto qui), propone una lettura simile anche per la Germania, mettendo in luce le radici coloniali dell’olocausto.

C’è poco da aggiungere, se non invitare ad uno sguardo lucido sul razzismo e sul suprematismo contemporanei.
È, infatti, urgente comprendere a fondo come l’attuale “padroni a casa nostra” sia  l’altra faccia – quella coloniale e neocoloniale – di “padroni anche in casa altrui”, cioè di tutti i genocidi, i massacri, gli stupri e lo sfruttamento perpetrati nelle colonie da parte dei paesi europei.
Ed è altrettanto urgente agire di conseguenza, rompendo ogni complicità.
L’olocausto europeo ha radici in Africa. Ora la Namibia persegue legalmente la Germania
di Andre Vltchek

Senza capire cosa sia successo agli Herero e ai Nama, è impossibile capire cosa sia successo prima e durante la seconda guerra mondiale.

Nel 2014, dopo aver pubblicato il mio reportage sulla Namibia, in cui denunciavo la “semi-negazione” tedesca che aveva commesso un Olocausto nella sua ex colonia dell’Africa sud-occidentale; una rinomata università tedesca mi ha mandato una lettera. Parafraso, ma il contenuto della lettera è mantenuto intatto:
“Caro professore Vltchek, siamo impressionati dalla tua ricerca e dalle tue conclusioni e vorremmo tradurre e pubblicare le sie analisi pionieristiche in lingua tedesca. Purtroppo, non possiamo permetterci alcun pagamento…”

Era una delle principali università del paese, con enormi budget e una reputazione internazionale.

Ho risposto, chiedendo perché, con tutti quegli studiosi e accademici, con dottorandi e esperti, non avevano mai inviato un team di esperti in Namibia, per indagare su uno dei più orrendi crimini commessi nel XX secolo? Volevo sapere, perché avrebbero improvvisamente voluto fare affidamento sul lavoro di uno straniero, un estraneo, un internazionalista che si rifiuta di definirsi un accademico (per me ora è un termine totalmente screditato)? Assassinare il popolo Herero e Nama nell’Africa sudoccidentale dai tedeschi era, dopotutto, la chiave per comprendere ciò che accadde alcuni decenni dopo, proprio in Europa, durante l’Olocausto che la Germania continuò a commettere contro ebrei e rom. Continue reading

Perché?!?

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Salvatore Carbone, Nuovo Ordine Mondiale (2001)

Prima è morta Cinzia, poi sono morti Piero e Paola; era lo scorso gennaio.
E questa mattina se n’è andata anche Rosa, compagna milanese del collettivo Ri/belle, a cui ero molto legata.
La morte è devastante per chi resta: forte è il senso di ingiustizia che porta con sé.
Rimane sempre un doloroso Perché?!? a cui è impossibile rispondere.

Sono vicina alle compagne e ai compagni della Panetteria occupata di Milano, che oggi piangono la perdita di Rosa, e sono vicina anche alle donne e agli uomini del Senegal che piangono la morte violenta inferta ieri da uno schifoso italiano a Idy “il saggio”, loro fratello e amico.

Di fronte a tanto dolore e alla giusta rabbia che da ieri la comunità senegalese sta esprimendo, avrebbe fatto bene a ritirarsi in un rispettoso silenzio il sindaco di Firenze, vergognosamente più preoccupato da quattro vasi rotti nella sua città-vetrina che dall’ennesimo atto di violenza razzista avvenuto un mese dopo la tentata strage fascista di Macerata e sette anni dopo la terribile mattanza fascista che proprio a Firenze costò la vita ad altri due senegalesi, Samb e Diop.

Dedico a Cinzia, Piero, Paola, Rosa e Idy un poesia che Luciano Parinetto scrisse pochi mesi prima della sua morte.
Non dimenticherò mai il giorno in cui me la fece leggere, sdraiato nel letto d’ospedale e profondamente consapevole che nemmeno a lui sarebbe toccato il privilegio di andarsene sazio di giorni, in questa mortifera, classista e suprematista società del kapitale – che ammazza col cancro quando non ammazza con l’odio…

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Sulle tracce di Georges Lapassade

Ho ricevuto oggi con grande piacere la notizia della pubblicazione del video documentario su Georges Lapassade, Où passa Lapassade.

Ne consiglio la visione sia a chi lo ha letto o conosciuto, sia a chi non ne ha mai sentito parlare. Oltre a scoprire una modalità di ricerca radicalmente antiaccademica e antibaronale, vi troverete spunti importanti per ragionare sul presente, sia che si parli di pratiche autogestionarie, sia che si parli di smantellamento dei dispositivi razzisti, sia per tutti gli altri stimoli che ognuna/o di voi ci troverà.

Chi volesse acquistare il video o avere info, faccia riferimento a Rose Marie Bouvet: rose-marie.bouvet@wanadoo.fr

Rose Marie presenta il documentario con queste sintetiche parole: Le film : un road-movie qui parcourt les objets de recherche de Georges, ses rencontres, ses influences,
un film qui peut aussi constituer une vulgarisation auprès des étudiants/professionnels en formation, sur des notions telles que l’analyse institutionnelle, l’autogestion pédagogique, la transe, la dissociation…
un film qui peut montrer l’intérêt de Georges Lapassade pour la jeunesse et les phénomènes éducatifs, la transmission…
En espérant que ce film vous intéresse et soit utile dans votre travail d’enseignement, formation, recherche. Au nom de l’équipe du film et en mémoire de Luc, mon co-réalisateur, je vous souhaite un bon moment avec ce film. Un DVD est disponible (15 euros). Si vous êtes intéressé(e) (s) (es), merci de m’indiquer une adresse postale. Ce DVD pourra être utilisé pour des projections pédagogiques (non commerciales).
Et bien évidemment, nous sommes intéressés(es), Patrick Boumard (le narrateur du film) et l’équipe du film, pour participer à des projections-débats, si vous avez le projet d’en organiser…
Bon film!
Rose-Marie Bouvet

Per chi volesse approfondire, segnalo Neotenia-Neoetnia, intervista che gli avevo fatto nei primi anni ’90, una sua breve biografia che avevo scritto in quell’epoca e poi pubblicato in occasione della sua morte, nel 2008, nonché il mio L’utopia nel corpo. Oltre le gabbie identitarie, molteplicità in divenire, dove sono raccolti alcuni capitoli della mia tesi di laurea dal titolo L’utopia nel corpo. Neotenia e società nell’opera di Georges Lapassade, e di cui Georges stesso era stato fra i correlatori (relatore era, ovviamente, Luciano Parinetto).

Corpo è rivoluzione!

Interrompo, con un’intervista rilasciata a RadioCane, questi mesi di mio silenzio “pubblico”, dovuto alla necessità di concentrarmi su alcune profonde trasformazioni che riguardano la mia esistenza.

In quest’epoca di nauseante normalizzazione, molto probabilmente si leverà alto il coro delle rane aristofanee ascoltando queste mie parole.

filosofie-parinetto-corpo-rivoluzione-marxLascio dunque, parinettianamente, ai propri Brekekekex koax koax chi ha scelto di accomodarsi nella miseria dell’esistente, e ringrazio tutte/i coloro che, a 15 anni dalla morte di Luciano Parinetto, lo hanno voluto ricordare con me e con Gian Andrea Franchi, riempiendo lo spazio di Cox18 di intelligenza, emozioni, desideri e utopia.

Vai su RadioCane per ascoltare l’intervista.

Qui potete scaricare il pdf della mia postfazione alla riedizione di Corpo e rivoluzione in Marx, mentre qui potete ascoltare il podcast della presentazione in Cox18.

Luciano Parinetto: ripubblicazioni

luciano-parinetto A quasi 15 anni dalla sua scomparsa, fa immenso piacere vedere ripubblicati i testi di Luciano Parinetto.

Qui potete leggere Axolotl, originariamente pubblicato nella rivista La Balena Bianca e poi nel volume La traversata delle streghe nei nomi e nei luoghi e altri saggi (Colibrì 1997).

Inoltre, venerdì 8 maggio presso la libreria Todo Modo di Firenze alle 18.00 presenteremo la riedizione di Corpo e rivoluzione in Marx (I ed.: Moizzi/Contemporanea 1977; II ed.: Mimesis 2015).